La vicenda di Oscar Giannino che si è inventato due lauree e non so quanti master è tanto paradossale quanto emblematica.
Tanti hanno gridato allo scandalo, nel paese dove si pratica il culto del biglietto da visita e si idolatra il pezzettino di carta come anacronistico simbolo di riscatto sociale, quando invece occorrerebbe abolire il valore legale del titolo di studio, per rendere le nostre università realmente competitive con quelle europee e americane.
Da anni Oscar, leader di un partito politico, "Fare per fermare il declino", è considerato uno dei più autorevoli giornalisti economici, una voce di primo livello nel desolato ambaradan della stampa italica, fatta di molti nientologi con lauree vere e penna fiacca.
Crediamo che la sua millanteria, dopotutto, abbia avuto una matrice prettamente umoristica:si divertiva a prendere in giro i presunti esperti che in realtà ne sapevano meno di lui.
Una vera cultura non certificata dal pedigree universitario è forse sminuita nella sua sostanziale poderosità quando si fa largo e giganteggia sopra il flebile vociare di tante nullità dal lungo curriculum e dal corto fiato?
Allora smettiamola con questo "dagli all'untore"; e riconosciamo il vero merito non "cartolarizzato" ma vivo e vegeto nelle menti,e nelle braccia di veri uomini con due attributi così come Oscar Giannino.
"Fare", per fermare il declino, che la scelta di questa parola non sia emblematica?
Gli uomini del fare salveranno questo paese se si darà loro lo spazio he meritano.